Le bufale odontoiatriche sono sempre più diffuse online, e spesso hanno uno scopo fraudolento a fine di lucro. Ecco come riconoscerle (ed evitarle)

Rivolgersi ad un odontoiatra costa e, soprattutto, oggi le richieste e i desideri del paziente non sempre corrispondono a quanto realmente sia corretto fare o sia possibile ottenere.

L’88 % degli italiani fa ricerche su internet relativamente a questioni di salute ed il 44% crede acriticamente a quanto riportato nella prima pagina proposta dai motori di ricerca, senza verificare l’attendibilità delle informazioni riportate. Il 22,7 % degli usufruitori di tali fonti di informazioni sono ultrasessantacinquenni (dati UNAMSI: Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione).

Il fenomeno è sempre più diffuso anche in ambito odontoiatrico e pare favorire il cosiddetto Dental Quackery, ossia interpretazioni fraudolente di sintomi ed evidenze al fine di lucro.

Le bufale odontoiatriche  e i falsi consigli on line producono necessità inesistenti, terapie inutili o subdole forme di pubblicità mascherata.

L’insoddisfazione dei pazienti cresce e la salute non risulta tutelata.

La recente pubblicizzazione di “dentiere in prova gratuita” preoccupa non poco. Si propone all’attenzione del grande pubblico un oggetto e poco importa se ve ne sia una reale necessità. Se visite accurate da parte di veri professionisti possano evitare o limitare il ricorso alla soluzione estrema della “dentiera”.

È difficile per i non addetti ai lavori comprendere la differenza tra necessità reali e “bufale” o “falsità”. Iniziamo , pertanto, ad applaudire all’UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione) che, attraverso i media, cerca di insegnare a distinguere una corretta e completa divulgazione scientifica da informazioni scorrette ed interessate.

Anche on line è possibile trovare risposte chiare e corrette anche in rete, ma il Decalogo UNAMSI, pubblicato nel maggio 2017 con il supporto di molteplici Società Medico-scientifiche accreditate, segnala come cercare di evitare le “bufale”.

Come evitare le bufale odontoiatriche online

Si invitano pertanto i cittadini a:

  • Verificare la fonte delle informazioni (Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Agenzia Italiana del Farmaco, Ospedali, ecc.);
  • Accertarsi dell’aggiornamento del sito;
  • Evitare il “fai da te” (i rimedi della nonna o i consigli di …….);
  • Diffidare delle prescrizioni senza visita (troppo frequenti oggi in campo odontoiatrico);
  • Non fornire informazioni personali a chiunque;
  • Non lasciarsi coinvolgere dai racconti altrui (spesso sono costruiti a pagamento);
  • Non abboccare alla pubblicità mascherata (informazioni non scientificamente supportate);
  • Non acquistare medicine on line da farmacie non autorizzate;
  • Non perdere mai la capacità di analisi ed il buon senso;
  • Ricordare che nelle ricerche il primo sito ad aprirsi non è il più importante o il più affidabile. Spesso è solo quello per cui hanno pagato di più.

Dr.ssa Maria Sofia Rini
(Odontoiatra)

Dr. Carmelo Galipò
(Pres. Accademia della Medicina Legale)

 

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