Cibo avariato in Ospedale, 12mila euro di risarcimento al paziente

Cibo avariato in Ospedale, 12mila euro di risarcimento al paziente

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cibo avariato in ospedale

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del responsabile di una ditta di catering per aver somministrato cibo avariato in ospedale

Gli era stato somministrato del cibo avariato in ospedale. Così un paziente ricoverato nel settembre del 2013 presso il reparto di terapia intensiva coronarica di una struttura sanitaria romana ha deciso di presentare denuncia.

Al momento del pasto gli era stata consegnata, secondo quanto appurato, “una vaschetta contenente minestrina in brodo che presentava evidenti segni di deterioramento e alterazione”. Più specificamente nella pietanza c’era della muffa.

La vicenda aveva visto nell’aprile del 2016 la condanna di una società di catering, incaricata di distribuire i pasti presso il nosocomio. Il Tribunale di Roma aveva disposto a favore del degente un risarcimento pari a 12 mila euro.

Il responsabile della ditta aveva impugnato la sentenza rivolgendosi alla Cassazione. Il condannato aveva evidenziato come la responsabilità della negligenza fosse da attribuire unicamente alla società di fornitura delle derrate alimentari.

Nelle scorse ore, tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile.

Gli Ermellini, nella loro pronuncia, non sembrano avere dubbi sulla responsabilità dell’imputato accertata dalle dichiarazioni testimoniale e dalla documentazione fotografica agli atti dell’inchiesta.

La Cassazione, inoltre, ha ritenuto congrua e in linea con i principi di diritto in materia, la decisione del Tribunale rispetto alla negazione delle attenuanti generiche. Decisive in tal senso le modalità del fatto “apprezzate in termini di estrema gravità”. Queste sono state ritenute determinanti ai fini della valutazione negativa della personalità dell’imputato.

Oltre a confermare la condanna, i Giudici del Palazzaccio hanno multato il rappresentante della società con altri 2000 euro da versare alla Cassa delle ammende.

 

 

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