Convenzione dei medici fiscali, OOSS chiedono indennità su quota oraria

Convenzione dei medici fiscali, OOSS chiedono indennità su quota oraria

convenzione dei medici fiscali

Passi in avanti verso la stipula della prima convenzione dei medici fiscali. Ma permangono nodi da approfondire su tutele e compensi

Stabilizzazione, tipologia di rapporto di lavoro, incompatibilità, graduatorie, punteggi, formazione. Sono alcuni dei temi trattati nell’incontro svoltosi nei giorni scorsi a Roma tra la dirigenza dell’Inps e i sindacati più rappresentativi della medicina fiscale. Un appuntamento incentrato sulla stipula della prima convenzione dei medici fiscali per il controllo sui lavoratori dipendenti in malattia.

La riunione, a cui era presente anche il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha fatto registrare dei passi in avanti.  Per lo Smi, Sindacato medici italiani, il confronto è stato “costruttivo anche se non risolutivo”. Rimangono, infatti, da approfondire e definire temi fondamentali quali le tutele e i compensi.

L’Inps avrebbe prospettato una remunerazione a notula. Il Sindacato ha invece chiesto, formalmente, che l’Istituto riveda la modalità di riferimento al pagamento del medico fiscale convenzionato, coerentemente a quanto stabilito dall’atto d’indirizzo.

In particolare, i rappresentanti SMI hanno proposto un rapporto orario con il riconoscimento dell’indennità di disponibilità e della contribuzione Enpam.

Fondamentale, inoltre, la definizione di altre tutele, quali malattia e gravidanza previste nello stesso atto ma non ben definite nella bozza di proposta dell’Inps.

Altro nodo è rappresentato dal riconoscimento di una assicurazione contro gli infortuni derivanti dall’incarico mai riconosciuta al medico fiscale. Lo Smi ha chiesto, inoltre, chiarezza sull’ipotesi di spesa effettiva in quanto carente dello specifico relativo alla gestione del servizio da parte dell’Istituto.

All’incontro era presente anche la Federazione Specialisti Ambulatoriali, FESPA, che ha espresso “grande soddisfazione per l’esito dell’ incontro”. Al tavolo sarebbero infatti state accolte molte delle richieste presentate. In particolare i due punti qualificanti, per Fespa, sono rappresentati da: riconoscimento e conferma del monte ore storico, in atto, espletato dai medici fiscali; pagamento economico e previdenziale  su quota oraria, così come avviene per la Convenzione della Medicina dei Servizi.

La riunione è terminata con l’auspicio da parte delle OOSS di condividere una proposta, che l’Inps attende a stretto giro.

 

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1 COMMENTO O STORIA

  1. L’ ACN del 21.6.2018 prevede all’art. 11 ( allegato 1 – art. 2, comma 1, lettera d ) che le prestazioni indispensabili della medicina fiscale sono di competenza dei medici addetti alla medicina dei servizi.
    I sindacati chiedono legittimamente il riconoscimento degli stessi diritti previdenziali attribuiti ai suddetti medici convenzionati a tempo indeterminato.
    Il reclutamento nella P.A. deve avvenire nel rispetto di meccanismi oggettivi e trasparenti idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione all’incarico da ricoprire.
    Il ricorso prioritario ai medici iscritti nelle liste dell’INPS di cui all’art. 18 del d.lgs 75/2017 è pertanto una illegittima prevaricazione su professionisti, come lo scrivente, che hanno svolto tale attività da prima della istituzione delle liste speciali dell’INPS.
    L’aspetto paradossale della vicenda è che le risorse finanziarie ( 50 milioni di euro ) riservate per il Polo Unico sono palesemente insufficienti per garantire questa evocata convenzione ai medici fiscali INPS.
    Sarebbe stato auspicabile prevedere la disponibilità dei medici addetti alla medicina dei servizi e contestualmente il ricorso a quei medici iscritti nelle liste dell’INPS non titolari di alcun rapporto convenzionale con le aziende sanitarie ( n.b. la quasi totalità svolge il servizio di continuità assistenziale ).
    Se si legifera in contrasto con i principi di cui all’art. 97 della Costituzione, non ci resta che piangere..!!

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