Corruzione e peculato in sanità, sequestri per 1,7 milioni a Parma

Corruzione e peculato in sanità, sequestri per 1,7 milioni a Parma

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corruzione e peculato

I Carabinieri del Nas hanno posto sotto sequestro preventivo la liquidità, i conti correnti, i beni mobili e immobili di un dirigente sanitario indagato per corruzione e peculato

Il 10 gennaio i Carabinieri del NAS di Parma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo ai fini della confisca di oltre un milione e 700mila euro. Destinatario della misura, emessa dal Gip del Tribunale di Parma su richiesta della locale Procura della Repubblica, un dirigente medico e professore universitario. Il denaro risulterebbe come profitto dei reati di corruzione e peculato.

L’uomo era stato già tratto in arresto nel maggio dello scorso anno su ordinanza emessa dalla stessa Autorità Giudiziaria. Il provvedimento di custodia cautelare riguardava anche altre 18 persone tra medici e imprenditori.

Il sequestro, spiegano i Nas, scaturisce dalla valorizzazione e dall’integrazione degli elementi acquisiti nelle fasi successive all’esecuzione della suddetta misura cautelare.
Si basa su risultanze investigative che “hanno consentito di acclarare, a carico del dirigente medico, la avvenuta percezione di grosse somme di denaro”. Si tratterebbe, nello specifico, del “prezzo di condotte corruttive poste in essere ad illecito vantaggio di importanti imprese farmaceutiche”.

I Carabinieri del NAS hanno inoltre accertato che il dirigente avrebbe destinato a fini privati somme derivanti dal pagamento delle quote d’iscrizione a master universitari.

L’indagato avrebbe avuto la disponibilità di tali somme, in ragione del suo ruolo di direttore della scuola di specializzazione presso l’Università di Parma.

Il sequestro, in fase esecutiva, ha interessato le liquidità, i conti correnti, i beni mobili ed immobili dell’indagato. Interessate dalla misura anche le patrimonialità (autovetture, yacht, appartamenti e conti correnti) riferibili a due società di comodo. Queste erano state “appositamente allestite per acquisire e quindi disporre del provento dei reati contestati”.

 

 

 

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