Intervista ad Alessia Petraglia, senatrice della VII Commissione permanente del Senato
Proseguono al Senato i lavori sul disegno di legge n. 2400 – ‘Disposizioni relative alla corresponsione di borse di studio ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione dal 1978, specializzati negli anni dal 1982 al 1992, e all’estensione dei benefici normativi ai medici specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione universitarie negli anni dal 1993 al 2006’.
Con il ddl lo Stato italiano sembra finalmente intenzionato ad adempiere agli obblighi europei aprendo la via a un accordo forfettario, che, in base alla bozza del testo in discussione presso la Commissione Istruzione, riguarderà coloro che al momento dell’entrata in vigore della legge avranno presentato ricorso.
Sullo stato del ddl e sulle possibili modifiche al testo di legge Responsabile Civile ha intervistato la senatrice Alessia Petraglia (SI-SEL), membro della VII Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) di Palazzo Madama.
1) Nelle scorse settimane è approdato in commissione al Senato il ddl 2400 che prevede un accordo transattivo per gli ex specializzandi ammessi alle scuole di specializzazione dal 1978 al 2006; Qual è la sua valutazione del testo?
Possiamo dire che si tratta di un “Atto dovuto” e necessario a seguito del comportamento che per troppi anni ha assunto il nostro paese su questo tema. Un comportamento che purtroppo si riscontra in troppi ambiti e cioé quello del non recepimento delle direttive comunitarie, o di un non idoneo adeguamento, che, inevitabilmente, comporta poi un costo enorme per l’Italia in termini di sanzioni o, come nel caso specifico, di richiesta di rimborsi.
2) Secondo le stime, in mancanza di una soluzione normativa sulla vicenda degli ex specializzandi, lo Stato rischierebbe un esborso pari a 5 miliardi di euro. Con l’approvazione dei ddl quali benefici trarrebbe? Quale l’entità del risparmio?
Il beneficio più importante è il rispetto di una direttiva comunitaria che sancisce un diritto a cui fino ad oggi non è stato dato seguito. Dal punto di vista economico il ddl stanzia complessivamente 300 milioni di euro per gli ex-specializzandi nel periodo ante 1991/92, e solo 16 milioni per gli altri, che hanno ricevuto la borsa di studio poiché la normativa intanto era cambiata senza però recepire la parte in cui si prevedeva la rivalutazione (ed altre tutele). Rispetto alla cifra miliardaria di cui si è parlato negli ultimi mesi il risparmio è evidente. Il problema adesso è capire se le risorse previste siano sufficienti e se questo DDL risulterà adeguato.
3) Considerato che l’accordo riguarda coloro che al momento dell’approvazione della legge hanno un contenzioso aperto, che tempi prevede per l’approvazione del ddl?
Tutto dipende dalle scelte del Governo e della maggioranza che fino ad oggi hanno incomprensibilmente tergiversato. Da parte nostra non ci sono volontà ostruzionistiche anzi, ci auguriamo tempi brevi, ma soprattutto ci auguriamo che la maggioranza rifletta bene e prenda in considerazione i nostri emendamenti depositati in Commissione. Detto ciò se i tempi si allungheranno presenteremo emendamenti nella Legge di Stabilità così avremo chiaro se il Governo ha davvero intenzioni serie oppure siamo di fronte al solito impegno spot.
4) Quali novità introdurrebbero gli emendamenti da voi presentati?
Noi chiediamo il rimborso anche per coloro, dopo il 1991/92, che non hanno fatto ricorso e non solo per chi si è rivolto al tribunale. Ci sono persone che, pur avendone diritto, non avevano la possibilità economica di intraprendere una via giudiziaria che comportava dei costi. Noi queste persone non vogliamo escluderle. Abbiamo quindi proposto ulteriori 100 milioni di euro come ipotesi di copertura finanziaria. Una cifra su cui siamo disponibili a discutere ma solo se c’è l’intenzione di non fare discriminazioni e di non lasciare indietro nessuno.




