Formica sul volto di un paziente, nuovo caso al San Giovanni Bosco

Formica sul volto di un paziente, nuovo caso al San Giovanni Bosco

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formica sul volto

I Nas, intervenuti su segnalazione dei parenti, avrebbero trovato una formica vicino alla narice dell’uomo. Il Ministro Grillo: chi sta sbagliando pagherà

Hanno notato una formica sul volto di un loro parente ricoverato nel reparto di rianimazione ed hanno telefonato al 112. E’ accaduto ancora una volta al San Giovanni Bosco di Napoli. Il nosocomio partenopeo, già lo scorso novembre era balzato agli onori della cronaca per le immagini che ritraevano una paziente intubata e ricoperta di formiche. Alcune settimane fa, inoltre, l’accettazione chirurgica del pronto soccorso era stata chiusa per oltre un’ora, dalle 12 alle 13, sempre a causa degli insetti. Questa volta a chiamare i carabinieri sono stati i familiari di un 78enne. I Nas, intervenuti sul posto avrebbero trovato l’insetto vicino a una narice dell’uomo.

“Di fronte a simili episodi è evidente quanto sia urgente la nomina di un commissario ad acta per la Sanità, che prenda il posto dell’attuale presidente e commissario per la Sanità De Luca: i cittadini meritano risposte”. Così all’ANSA il ministro della Salute, Giulia Grillo,

“Nei giorni in cui la Campania ha chiesto l’uscita dal commissariamento – prosegue la titolare del dicastero di Lungotevere Ripa –  episodi del genere non sono accettabili”.

Sempre il  ministro, attraverso il suo profilo Facebook ha sottolineato come sia “incredibile” che per la terza volta siano segnalate formiche nei locali del nosocomio. “La persistenza del problema mi lascia sbalordita e senza parole. Chi sta sbagliando pagherà”.

Grillo ha inoltre annunciato che sarà presto a Napoli per verificare di persona una situazione diventata ormai insostenibile. “ll problema – ha aggiunto – non sono le formiche in sé. Ma la trascuratezza che può portare a contaminazioni ben più gravi, laddove l’igiene dovrebbe essere la regola di base”.

I cittadini, si legge nel post, “devono avere la certezza di essere tutelati nella maniera più opportuna in ogni ambiente del nostro Servizio sanitario nazionale. E, per essere chiara, è troppo facile scaricare sul personale la responsabilità di queste negligenze. Un caso potrebbe essere una disattenzione, ma ora che sono tre, penso che il management debba fornire risposte chiare”.

 

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