Il giovane è deceduto in seguito a un’emorragia dopo una operazione tecnicamente riuscita di asportazione di un carcinoma alla tiroide.
Un giovane è morto in seguito all’asportazione di un tumore alla tiroide: per questa vicenda tre medici sono finiti a processo con l’accusa di omicidio colposo.
I fatti, che risalirebbero all’8 giugno scorso, sono avvenuti all’ospedale Cisanello di Pisa.
La vicenda
La vittima, un ragazzo di 28 anni, si era recato in ospedale – a Cisanello – per curare un tumore alla tiroide.
La sua unica speranza di sopravvivenza era l’intervento chirurgico. La sua situazione era delicata, ma ne era ben conscio, e così i suoi familiari che da Benevento lo avevano raggiunto a Pisa.
Nel corso dell’intervento, però, è sopraggiunta una complicazione. Quando il 28enne è stato trasferito in rianimazione la situazione si è aggravata ulteriormente, con un’emorragia cui il giovane non è sopravvissuto.
Un decesso che ha sconvolto la famiglia, che subito ha voluto vederci chiaro e appurare se vi siano stati errori medici o negligenze.
Secondo i sanitari, infatti, l’intervento era tecnicamente riuscito.
Il magistrato Sisto Restuccia ha quindi iscritto sul registro degli indagati chirurghi e personale dell’unità operativa di anestesia e rianimazione 4°.
È stata inoltre disposta una autopsia, l’esito della quale si attende alla fine dell’estate.
L’esame autoptico sarà eseguito da un professionista di fuori Pisa, specializzato in endrocrinologia.
Parte degli indagati è assistita dall’avvocato Patrizio Pugliese, mentre i familiari del giovane sono assistiti dai legali Andrea Cariello di Pisa e Federico Paolucci di Benevento.
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