Il consenso informato: il parere del Tribunale di Napoli

Il consenso informato: il parere del Tribunale di Napoli

il consenso informato

Il Tribunale di Napoli ha trattato il consenso informato e le implicazioni giuridiche in tema di danno biologico in un caso di tiroidectomia non necessaria

Il consenso informato è un tema assai dibattuto e da diverso tempo. Con la sentenza n. 11044 del 2014, il Tribunale di Napoli ha affrontato, in particolare, il dibattito sull’autonomia del danno biologico da mancata informazione al paziente.

Infatti, il consenso informato sembra essere un nodo difficilissimo da sciogliere.

Spesso i giudici hanno espresso su questo tema opinioni molto diverse tra loro.

Si va dalla non obbligatorietà del consenso informato, sino alla assoluta necessità dello stesso. Persino in situazioni di emergenza con il paziente già sul tavolo operatorio.

L’orientamento giuridico ha fatto assurgere al rango di danno a sé stante qualsivoglia imperfezione del procedimento informazione-consenso. Un danno che, molto spesso, veniva sommato al danno biologico accertato in giudizio in seguito a casi di malpractice medica.

In questo mare di incertezze, la sentenza del Tribunale di Napoli ha fatto un po’ di chiarezza.

Nel caso di specie esaminato dalla sentenza, una signora fu sottoposta ad intervento di tiroidectomia a seguito di diagnosi di nodulo alla tiroide di sospetta origine cancerosa. A seguito dell’intervento, la signora ha lamentato problemi di ipotiroidismo e di paraipotiroidismo. Questi derivavano, a suo avviso, dalla errata esecuzione dell’intervento. Secondo la donna, e come poi confermato dai CTU, l’intervento fu eseguito frettolosamente.

Ad avviso dell’attrice, infatti, un approfondimento diagnostico avrebbe permesso di accertare la natura benigna della lesione e, quindi, l’inutilità di intervenire. In aggiunta a questo, era stato richiesto il risarcimento del danno da incompleto o mancato consenso informato in aggiunta al danno biologico.

Ebbene, secondo il giudice di merito, quest’ultima categoria di danno non è risarcibile come voce distinta dal danno biologico.

Questo poiché la lesione del diritto costituzionalmente garantito alla autodeterminazione in riferimento alla scelta di sottoporsi all’intervento va sempre rispettato dal sanitario. Ciò però, salvo che non vi siano ragioni di urgenza, ovvero, condizioni tali da mettere in pericolo grave la persona. Per ottenere un risarcimento, quindi, la parte istante deve fornire prova di aver subito un danno che superi la soglia minima di tollerabilità consistente.

Un maggiore approfondimento su tale argomento è quello dell’Avv. Gianluca Mari

 

 

 

 

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