Ospedale del mare: il progetto, i ritardi e le polemiche

Ospedale del mare: il progetto, i ritardi e le polemiche

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Ospedale del mare

Continua a far parlare di sé l’ Ospedale del mare. I problemi non sono ancora finiti ma domani si discute il piano della “rivoluzione della sanità campana”.

Si continua a parlare dell’ Ospedale mare. Una storia che dura da più di dieci anni e di cui mancano ancora gli atti finali.

Domani sul tavolo del governo arriverà il Piano regionale di programmazione della rete ospedaliera 2016/2018 nel quale si parlerà anche del polo ospedaliero del Sud. Un progetto ambizioso – definito da De Luca il progetto di rivoluzione della sanità campana – che per ora fa acqua da molte parti.

Polemiche senza fine

L’ Ospedale del mare più che polo all’avanguardia è oggi il luogo prediletto della bagarre.

Ultima polemica quella delle assunzioni. Slittato il nuovo termine di fine novembre per l’apertura del pronto soccorso per mancanza di personale, l’Als 1 di Napoli è corsa ai ripari infiammando lo scontro tra le parti in campo.

Per far partire il progetto garantendo il funzionamento servono almeno 130 figure professionali: 83 infermieri e 50 operatori socio sanitari, ma non c’è il tempo tecnico di indire un nuovo concorso pubblico.

Una delibera firmata dal direttore generale Mario Forlenza autorizza così ad attingere alla graduatoria dell’ospedale Ruggi di Aragona di Salerno, viste le “ragioni di urgenza ed eccezionalità”.

Lo scontro si consuma sull’interpretazione della norma. Le disposizioni danno la possibilità di “attingere da graduatorie vigenti per concorso pubblici”, invece di fare un nuovo bando, ma secondo i sindacati si può assumere personale solo dalle “graduatorie a tempo indeterminato”, per prevenire fenomeni di precariato.

Le 130 assunzioni sarebbero «illegittime perché la graduatoria di Salerno è a tempo determinato».

Il governatore De Luca è stato poi accusato di fare campagna elettorale, visto che Salerno è la città in cui è candidato il figlio Piero.

Il personale è in agitazione. Chiede “lo slittamento dell’apertura dell’Ospedale del mare e una diversa assegnazione del personale”.

Problemi in vista anche al reparto di radiologia. I radiologi passeranno da 13 a 6 perché hanno vinto un concorso a tempo indeterminato.

All’inizio di novembre un blackout ha anche lascato per sei ore l’ Ospedale del mare senza elettricità. La causa sarebbe stata un’infiltrazione d’acqua all’interno del serbatoio di gasolio che alimenta il generatore di emergenza.

Un mese prima si è poi consumata la prima tragedia. Dopo un calvario di 48 ore è morto un dentista per pancreatite acuta. Aperto un fascicolo per carenze nell’assistenza.

I numeri del personale

Secondo le stime iniziali gli operatori sanitari necessari all’ Ospedale del mare sono circa 1.527 tra medici, infermieri, amministrativi e tecnici.

La Regione aveva autorizzato 1.000 assunzioni tra 2016 e 2017. Ma le procedure concorsuali e di mobilità regionale ed extraregionale – si legge nella premessa della delibera – si sono rilevate particolarmente complesse.

Sono state concretizzate solo 400 assunzioni, di cui diverse a tempo determinato.

«In totale – spiega all’Ansa Forlenza – serviranno oltre 1250 unità di personale di vari profili professionali, medici, sanitari, tecnici e amministrativi tutte necessarie a garantire la piena funzionalità del nuovo plesso. Per ora nel abbiamo 496, ma abbiamo avuto l’autorizzazione a procedere ad altre 600 assunzioni nei prossimi 6-8 mesi».

Il progetto

Per costruire l’ Ospedale del mare ci sono voluti oltre 10 anni. In mezzo inchieste, commissariamenti, vertenze, concorsi pubblici e 370 milioni di euro spesi rispetto ai 187 stimati.

Ispirato al modello di edilizia innovativa di Renzo Piano prevede 450 posti letto con 16 sale operatorie, l’albergo da 200 letti, strutture di servizio tra cui l’eliporto, il poliambulatorio e due hall.

Il progetto è partito nel 1997, i lavori sono iniziati solo nel 2006. Nel 2009 l’ Ospedale mare viene commissariato e il cantiere a giugno si ferma comportando tre anni di ritardo.

Commissariamento dovuto al cambio di classificazione da semplice presidio ospedaliero a Azienda di rilievo nazionale, con il conseguente adeguamento dell’offerta sanitaria.

Nel progetto l’ospedale di Napoli est deve servire un bacino d’utenza di 700 mila persone accorpando quattro diverse strutture (Ascalesi, Incurabili, Loreto Mare e San Gennaro).

A marzo del 2015 è stato inaugurato il primo padiglione, il Poliambulatorio. Lo scorso 30 ottobre doveva aprire il pronto soccorso di primo livello con trasporto secondario, ma l’inaugurazione è slittata per mancanza di personale.

Oggi funzionano un terzo delle attività assistenziali e di ricovero previste. Sono attivi 5 reparti e 3 servizi: medicina, chirurgia, chirurgia vascolare, otorino e oculistica (solo per interventi in Day surgery), terapia intensiva post-operatoria, radiologia, laboratorio.

L’apertura a pieno regime dell’Ospedale del mare è prevista a gennaio 2018 con l’attivazione di 415 posti letto complessivi.

Nel Piano regionale di programmazione della rete ospedaliera 2016/2018 si sottolinea il nuovo ruolo del reparto maternità – anch’esso finora terreno di scontro.

L’ospedale del mare diventerà il punto di riferimento per l’assistenza materno infantile con la definizione di un “Punto Mamma”.

 

Barbara Zampini

 

 

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