Il pedone condannato dalla Cassazione aveva attraversato col rosso scendendo dal bus su cui viaggiava: un anno di carcere e 150mila euro da pagare
Attraversare la strada in maniera incauta e precipitosa può costituire reato. Lo sa bene il pedone condannato dalla Cassazione che, per attraversare la strada è passato col rosso dietro l’autobus dal quale era appena sceso, provocando così un incidente in cui ha perso la vita un centauro.
L’uomo è stato ritenuto colpevole di aver così provocato la morte di un motociclista che arrivava dal senso opposto che, dopo esser stato sbalzato dalla sella, era finito contro un palo della segnaletica stradale. Il motociclista morì poco dopo essere stato trasportato in ospedale per le gravissime lesioni alla testa e al torace riportate nell’impatto prima contro la delimitazione metallica della corsia preferenziale e poi contro il palo della segnaletica verticale.
Il 51enne Massimo Lepratti è il pedone condannato ad un anno di reclusione, pena sospesa dalla condizionale, per concorso colposo in misura del 75% nella morte di Salvatore Zammataro, che guidava una Yamaha lungo la carreggiata centrale di viale Misurata a Milano.
Il motivo della condanna risiede nel fatto che il pedone è spuntato all’improvviso perché coperto, fino ad un attimo prima, dalla sagoma del bus da cui era sceso senza fermarsi ad aspettare il verde pedonale.
Il pedone condannato deve risarcire i familiari del centauro con 150mila euro di indennizzo, così come stabilito dalla Corte di Appello di Milano il 26 febbraio del 2015.
Ad avviso della Cassazione (sentenza n. 32095/2017) “tenuto conto dell’assenza di tracce di frenata, della presenza di almeno un mezzo di grosse dimensioni che occultava la visibilità dei pedoni e della rapidità con cui è avvenuto l’investimento del Lepratti, correttamente i giudici di merito, hanno concluso che lo Zammataro si trovasse a così breve distanza dall’attraversamento pedonale, da non poter utilmente arrestare il proprio veicolo in condizioni di sufficiente sicurezza anche volendo ipotizzare che il semaforo proiettasse per i veicoli luce gialla e non verde”.
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