Privacy e studi legali: ecco quanto pesa sui budget la normativa UE

Privacy e studi legali: ecco quanto pesa sui budget la normativa UE

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Privacy e studi legali: ecco quanto pesa sui budget la normativa UE

La tutela dei dati personali nel rispetto della normativa UE ha un peso notevole budget degli studi professionali. Ecco perché.

Secondo le recenti stime in tema di privacy e studi legali, pare che la normativa UE sulla tutela dei dati personali incida molto sui budget dei professionisti italiani.

Si parla infatti di una spesa che oscilla tra i mille e i 1.500 euro annui. Esborsi che gravano sugli studi legali e professionali per quanto riguarda il rispetto e la gestione degli obblighi giuridici in materia di privacy.

E ciò che preoccupa maggiormente gli avvocati italiani sul tema privacy e studi legali, è che tale spesa è destinata ad aumentare di altri 500 euro nei prossimi tempi.

Sarebbe infatti questo l’impatto sugli studi della privacy targata Ue, secondo le stime effettuate dal Sole24ore.

Infatti, la spesa che grava sui bilanci degli studi, è dovuta proprio alla necessità di rispettare la rigida normativa in materia di privacy.

Una normativa che, dal prossimo 25 maggio, dovrà anche conciliarsi con la definitiva operatività del regolamento europeo e con i nuovi adempimenti per piccole e medie imprese.

Come noto, il tema della protezione dei dati personali per quanto riguarda gli studi professionali sta assumendo sempre più importanza.

Si tratta infatti di una tematica fondamentale in considerazione di due ragioni. In primis, alla luce del dilagare delle nuove tecnologie informatiche. E in seconda istanza, per la necessaria raccolta dei dati operata dagli studi per ragioni professionali.

Gli adempimenti che concernono privacy e studi legali sono molteplici.

Il d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali) stabilisce le modalità di raccolta e trattamento dei dati personali e trova applicazione nei confronti di privati, aziende e liberi professionisti.

Tuttavia, tale normativa sarà presto integrata (se non integralmente sostituita) da quanto stabilito dal Regolamento UE sulla protezione dei dati n. 2016/679 (Gdpr, General data protection regulation) del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 pubblicato sulla Gazzetta Europea del 4 maggio 2016.

In base a questo, gli Stati Membri dovranno uniformare la propria legislazione alle regole UE entro due anni dall’entrata in vigore del regolamento, avvenuta il 24 maggio 2016.

Il Regolamento UE ribadisce alcuni principi a riguardo. Si tratta di finalità, necessità, proporzionalità, liceità e correttezza. Inoltre, fissa dei concetti fondamentali riguardanti la protezione dei dati personali.

Contestualmente, vengono introdotte novità. Tra queste, il diritto alla portabilità dei dati, le conseguenze del c.d. data breach (violazione dei dati personali), la valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, la consultazione preventiva e i registri delle attività di trattamento.

Ma anche la designazione del data protection officer e sanzioni maggiormente severe.

Ebbene, lo studio professionale, nello svolgimento della propria attività, dovrà sempre attenersi a tutti gli obblighi che ruotano intorno ai dati personali.

E questo a partire da quelli circa il consenso al trattamento fino alla disciplina delle modalità di raccolta e conservazione, di comunicazione e diffusione, nonché in relazione alle misure di sicurezza da rispettare.

Ciò significa che è quanto mai necessario dotarsi di appositi consulenti esterni o di operatori specializzati cui affidare l’intero “pacchetto-privacy”. Così come la gestione dei dati personali che transitano nello studio.

E vada sé che con gli aumenti degli oneri, si incrementino anche le spese riguardanti privacy e studi legali.

Basti pensare che un consulente esterno, ad esempio, richiede un costo di circa 1.500 euro annui, ai quali dovrà aggiungersi un aggravo di circa 500 euro determinati dalla normativa europea.

Senza considerare che, alcuni studi, ritengono necessario anche stipulare apposite polizze assicurative per tutelarsi dai rischi correlati alla gestione dei dati personali.

Altri, invece, si affidano sempre di più allo strumento “Cloud” messo a disposizione da diversi gestori, ad esempio Google.

Presto la normativa europea sulla privacy sarà un dato con il quale dovranno necessariamente interfacciarsi tutti gli operatori.

Tale circostanza rende particolarmente urgente conformarsi agli obblighi di legge in materia di riservatezza che hanno operato una vera e propria rivoluzione nell’universo degli studi professionali.

 

 

 

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