Regionalismo differenziato, FNOMCeO: riorganizzazione non ci convince

Regionalismo differenziato, FNOMCeO: riorganizzazione non ci convince

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Anelli: Sinora nessuno ha spiegato agli italiani come il regionalismo differenziato riuscirà a migliorare l’assistenza sanitaria per tutti i cittadini

“Sull’autonomia, sul ‘regionalismo differenziato’, vogliamo essere protagonisti e non spettatori”. Il progetto, “ è stato portato avanti in assenza di un confronto con i professionisti della salute e con le associazioni di cittadini”. Ad affermarlo è il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, che interviene nuovamente sul tema in risposta al Ministro della Salute Giulia Grillo.

La titolare del dicastero di Lungotevere Ripa si è detta rassicurata sul fatto che non ci sarà un danneggiamento delle regioni più deboli. Ha inoltre aggiunto di non avere pregiudizi, sostenendo peraltro la legittimità delle richieste di autonomia. Queste, secondo Grillo, deriverebbero “dalla incapacità da parte dello Stato e dei Governi precedenti di produrre dei cambiamenti negli anni passati“.

“Sinora nessuno ha spiegato agli italiani come il regionalismo differenziato riuscirà a migliorare l’assistenza sanitaria per tutti i cittadini”.

“L’invito del Ministro Grillo a vedere le differenze regionali come una possibilità di arricchimento – continua Anelli – non ci convince, in assenza di dati certi che dimostrino come la modifica e la riorganizzazione regionalistica del sistema, i contratti regionali per la gestione del personale, le nuove regole relative alla formazione regionale dei professionisti sanitari, la gestione regionale dell’assistenza farmaceutica possano determinare un ulteriore miglioramento dell’efficacia del sistema sanitario”.

Secondo il vertice FNOMCeO sarebbe stato proprio il regionalismo a determinare le disuguaglianze che tutti i gruppi politici vorrebbero superare. “L’incapacità a produrre cambiamenti da parte dei Governi precedenti non può risultare in un ulteriore aumento di queste disuguaglianze”.

Da qui l’appello all’esecutivo di assumere un impegno concreto per raggiungere l’uguaglianza di tutti i cittadini rispetto al diritto alla salute. “Non vorremmo che questo atteggiamento del Ministro Grillo – conclude Anelli – significhi una rinuncia alla battaglia per l’uguaglianza, o, peggio, l’investire il regionalismo di aspettative messianiche, non suffragate da dati certi che ne dimostrino la validità”.

 

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