Tempi di attesa nella sanità pubblica, Gimbe: ancora poca trasparenza

Tempi di attesa nella sanità pubblica, Gimbe: ancora poca trasparenza

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tempi di attesa

La Fondazione ha condotto uno studio indipendente sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa da parte di regioni e aziende sanitarie

Il Piano Nazionale di Governo delle Liste d’attesa (Pngla) 2010-2012 aveva previsto, a garanzia della trasparenza e dell’accesso alle informazioni su liste e tempi di attesa, il monitoraggio annuale sistematico dei siti web di Regioni e Province Autonome e di Aziende sanitarie. Tali informazioni, peraltro, secondo il successivo “decreto trasparenza”, dovrebbero essere disponibili a tutti i cittadini con l’obiettivo di favorire il controllo diffuso sull’operato delle Istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

“L’Osservatorio Gimbe – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe– ha rilevato che il Ministero della Salute non ha mai pubblicato i risultati del monitoraggio previsto dal Pngla 2010-2012. In particolare, non è disponibile alcun report sui recepimenti regionali del Pngla e sulla redazione dei piani attuativi regionali e aziendali, né tantomeno sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa. Al fine di colmare tale vuoto istituzionale abbiamo finanziato una ricerca indipendente con la borsa di studio ‘Gioacchino Cartabellotta’”.

L’obiettivo generale dello studio – spiega la Fondazione – era di valutare il livello di trasparenza e il dettaglio delle informazioni fornite sulle liste di attesa dai siti web di Regioni e Aziende sanitarie, verificando sia la disponibilità dei piani attuativi regionali e aziendali, sia la rendicontazione pubblica sui siti web regionali e aziendali dei tempi di attesa relativi alle 43 prestazioni ambulatoriali oggetto di monitoraggio del Pngla 2010-2012.

La ricerca delle informazioni è stata effettuata consultando i siti web di Regioni, Province autonome e Aziende sanitarie, oltre che tramite ricerche Google utilizzando specifiche parole chiave.

I dati relativi ai siti di Regioni e Province autonome sono aggiornati al 6 maggio 2019, mentre quelli relativi ai siti delle Aziende sanitarie si riferiscono a dicembre 2018.

In base a quanto emerso tutte le Regioni e Province autonome rendono disponibili sia le delibere di recepimento del Pngla 2010-2012 sia i Piani Regionali per il governo delle liste di attesa che nel periodo 2010-2018 sono stati aggiornati e/o integrati in misura molto variabile.

La rendicontazione pubblica relativa alle 43 prestazioni ambulatoriali previste dal Pngla 2010-2012 è ancora lontana da standard ottimali ed estremamente variabile tra le diverse Regioni, nonostante il netto miglioramento rispetto ai risultati preliminari dello studio pubblicati a luglio 2018.

Solo 49 aziende sanitarie su 269 (18%) rendono disponibile il piano attuativo aziendale, mentre l’83% effettua una rendicontazione pubblica sui tempi di attesa sul proprio sito o rimandando a quello della Regione; tuttavia, le informazioni disponibili sono frammentate e notevolmente eterogenee rispetto alla potenziale utilità per gli utenti.

“Durante la conduzione dello studio il tema delle liste di attesa – conclude e precisa la Fondazione – è finalmente tornato al centro dell’agenda politica: per il triennio 2019-2021 il Governo ha stanziato complessivi € 400 milioni per ‘l’implementazione e l’ammodernamento delle infrastrutture tecnologiche legate ai sistemi di prenotazione elettronica per l’accesso alle strutture sanitarie’ e lo scorso 21 febbraio 2019 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il Pngla 2019-2021 che apporta diverse novità rispetto al piano precedente”.

“Con il Pngla 2019-2021 ai nastri di partenza – conclude Cartabellotta – l’auspicio è che i risultati del nostro studio vengano utilizzati a livello istituzionale per informare il riallineamento dei sistemi informativi regionali e aziendali, fornendo così una base univoca di dati per confrontare le performance regionali con il fine ultimo di includere il rispetto dei tempi di attesa negli adempimenti dei livelli essenziali di assistenza”.

 

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