Un fondo per prevenire le aggressioni: la proposta di Fnomceo

Un fondo per prevenire le aggressioni: la proposta di Fnomceo

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Fnomceo stanzia un fondo di tre milioni di euro per prevenire le aggressioni e sostenere iniziative in tal senso da parte degli Ordini provinciali

Un fondo di 3 milioni di euro, stanziato dalla Fnomceo allo scopo di prevenire le aggressioni ai medici. Ma anche finanziare, tra le altre cose, le iniziative degli Ordini provinciali in tal senso.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Presidente Fnomceo, Filippo Anelli, durante l’incontro dell’Esecutivo con i Consigli direttivi degli Ordini pugliesi che ha aperto ieri pomeriggio, al Palazzo della Provincia a Bari, la “Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari”.

“La vicenda di Paola Labriola, la collega che oggi siamo qui a ricordare – ha dichiarato Anelli – ha rappresentato un punto di svolta. Paola aveva più volte denunciato di non svolgere la sua professione in condizioni di sicurezza, era andata anche dai Carabinieri. La sua morte ci insegna che non bastano più le parole: è il momento delle decisioni e delle azioni mirate a contrastare questo fenomeno”.

Anelli ha poi ricordato come anche la politica si sia resa conto che la situazione che vivono i medici è di emergenza.

“Abbiamo ora diversi progetti di Legge di iniziativa parlamentare – prosegue Anelli – ad agosto è arrivato il disegno di Legge di iniziativa governativa, presentato dai Ministri Grillo e Bonafede e approvato dal Consiglio dei Ministri”.

“Come medici – ha spiegato – abbiamo chiesto che il reato delle aggressioni contro gli operatori sanitari fosse perseguibile d’ufficio”.

Una richiesta nata dal fatto che, spesso, il medico aggredito non denuncia. Molti i motivi: “per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura, se minacciato dagli aggressori che gli intimano il silenzio”.

Anelli ha poi rilevato come ci sia stato un salto di qualità nei progetti di Legge presentati.

“Per la prima volta, infatti, non si interviene solo modificando il Codice penale – ha dichiarato – inasprendo le pene e introducendo, per il reato, la procedibilità d’ufficio, ma si pongono in atto soluzioni di tipo strutturale. Il progetto di legge si chiude infatti proponendo che che tutte le guardie mediche siano ricollocate in ambiente protetto”.

In conclusione del suo intervento, il presidente Fnomceo ha auspicato che il Disegno di Legge di iniziativa governativa, durante l’iter parlamentare, si arricchisca degli spunti presenti nelle altre proposte di Legge sulla materia.

In questo modo si potrebbe avere “in tempi rapidi una Legge efficace per arginare quella che sta diventando una vera emergenza di sanità pubblica”.

 

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