Dopo i timori espressi dai medici sul crollo delle pensioni, un sondaggio Consulcesi conferma che oltre il 58% pensa a pensioni integrative
Pensioni assai più basse del previsto e il timore di farsi trovare impreparati. A prospettare questo scenario sono i quasi 3000 medici italiani che hanno risposto a un sondaggio della Consulcesi in tema di previdenza.
Ebbene, secondo i dati emersi, più dell’80% dei medici interpellati da Consulcesi, teme che una volta appeso il camice al chiodo, la differenza tra l’attuale retribuzione e l’importo pensionistico farà registrare un crollo drastico, almeno tra il 30% e il 50%.
Per questa ragione, circa il 58% di loro ha deciso di ricorrere alla previdenza complementare per evitare gli effetti di questo temuto calo del reddito.
Dal sondaggio – spiega Consulcesi – emerge che, per quanto concerne l’adesione a forme di previdenza complementare, circa il 39% ha preferito un fondo privato, mentre il restante 13% ha scelto un fondo di categoria.
Ma ci sono differenze nelle varie zone d’Italia? Sembra di sì. Come prevedibile, il timore rispetto al calo delle pensioni evidenziato dai dati Consulcesi è superiore al Sud, dove ben il 42% predilige il privato. Seguiti a ruota da Nord (39%) e Centro (35%).
La paura di vedere il proprio reddito crollare al momento di abbandonare la professione coinvolge, insomma, moltissimi camici bianchi. Basti pensare che oltre il 40% dei medici intervistati da Consulcesi teme di perdere più della metà di quanto percepito attualmente, mentre il 39% prevede cali solo leggermente più contenuti. Pochissimi (appena il 7%) ritengono che l’arrivo della pensione non coinciderà con un cambiamento sostanziale del proprio tenore di vita.
Ma quanto sanno i medici di previdenza complementare? Sono sufficientemente informati?
Qui i dati Consulcesi si fanno più confortanti: la maggioranza di loro, infatti, conosce le diverse possibilità in materia di previdenza complementare (almeno il 58%) e circa l’81% chiede a un intervento legislativo specifico per incentivare l’adesione a questi fondi grazie alla maggiore deducibilità fiscale.
Tuttavia, sono in molti a lamentare una eccessiva burocrazia che, si auspica, potrà essere magari snellita da un intervento ad hoc da parte del Governo.
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